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Il Progetto

Analisi del design applicato all'illuminazione.

Collaborazione

Network di artigiani e designer.

Finanziato

Sostenuto da bandi per l'innovazione.

EX CARCERE BORBONICO

Stanza immersiva Caltagirone

Uno dei più importanti monumenti identificativi di Caltagirone, e tra i principali attrattori dei visitatori della
città Patrimonio mondiale UNESCO, è l’ ex Carcere Borbonico, una struttura simile a una fortezza progettato
dal grande architetto siracusano Natale Bonaiuto.
L’edificio, costruito tra il 1782 e il 1798, è un interessante e raro esempio di edilizia carceraria settecentesca,
con un sistema di detenzione “misto”: celle singole, anche sotterranee, per i testimoni falsi e celle camerate
collettive per prigionieri comuni.
Attualmente è sede del Museo Civico e Pinacoteca Don Luigi Sturzo.
Nell’ex cella dei detenuti comuni è stato realizzata una stanza immersiva che raccontasse il territorio e la
figura dell’Ex carcere Borbonico

I punti di partenza e le esigenze
comunicative:

  • Realizzazione di una stanza immersiva
  • Creazione della storia
  • Realizzazione del Video immersivo

Concept e Storyboard

Per nobilitare la struttura e valorizzarne il contesto storico e l’importanza
della struttura per tutta la città di Caltagirone abbiamo affrontato la
narrazione dal punto di vista del palazzo storico.

Abbiamo preso avvenimenti storici legati alla vita della città che ruotavano intorno alla imponente figura del carcere. Storie di gente comune, appartenenti a diversi ceti e a diversi periodi storici, che si intrecciano agli avvenimenti legati alla rivoluzione giacobina e alle rivolte contro i Borboni che si sono susseguiti nella città di Caltagirone e che hanno avuto come scenario il Carcere e le sue sale.

Lo spazio di proiezione

Lo spazio di proiezione è stato quello della ex cella dei detenuti comuni
restaurata per l’occasione. Attraverso l’utilizzo di 4 proiettori e di un sistema
dolby si è ricreato uno scenario a 360 gradi, dove le storie riempivano lo
spazio sia dal punto di vista video che audio.
Con l’utilizzo di un sistema Dolby surround 5.1 che permette di avvolgere lo
spettatore con un racconto completamente immersivo dove
l’interpretazione degli attori assume una nuova forma, data dalla
direzionalità delle parole e delle architetture sonore composte dal Maestro
Federico Ortica.

Il comparto Video Grafico

La struttura grafica del video è basata sulla nuova vita del palazzo,
diventato Pinacoteca.
Per sceneggiare le storie, siamo partiti dalla tradizione pittorica
dell’Ottocento italiano. Analizzando lavori di nomi italiani storici come
Segantini o Pellizza da Volpedo ma anche impressionisti francesi e pittori che hanno raccontato le vicende della Rivoluzione francese come
Jacques-Louis David.
Abbiamo così creato scenari nuovi e paesaggi inventati che diventassero
scenario per le storie che abbiamo deciso di raccontare.
Gli scenari sono stati animati in un ambiente 3D dando profondità alla
superficie di proiezione e rendendo lo spettatore un osservatore privilegiato della storia.

Il software di prototipazione

Lo sviluppo di un ambiente di prototipazione virtuale ci ha permesso di
realizzare un modello dello spazio e di creare un ambiente navigabile.

Questo ha permesso al comparto video grafico di poter progettare e testare la proiezione da studio, al comparto tecnico di scegliere tipologia, ottiche e posizionamento dei proiettori e di arrivare alla fase di montaggio con un video definitivo, un proetto di mappatura solo da rifinire ed uno schema di montaggio puntuale, avendo già visto quello che sarà il risultato finale dell’opera.

Quando lo spazio reagisce al visitatore

La sala immersiva dell’Ex Carcere Borbonico non è progettata come una semplice proiezione video, ma come un ambiente capace di reagire alla presenza del pubblico.

Sensori, illuminazione, videomapping e diffusione sonora lavorano come parti di un unico sistema che accompagna il visitatore attraverso una sequenza narrativa dinamica. Ogni elemento contribuisce a trasformare lo spazio, modificandone atmosfera, percezione e linguaggio visivo.

La tecnologia rimane invisibile, lasciando che siano la luce, il suono e le immagini a guidare l’esperienza e a costruire il racconto. Questa integrazione tra hardware, software e contenuti rappresenta uno degli aspetti centrali dell’approccio progettuale di Abat-Jour: utilizzare la tecnologia non come fine, ma come strumento per dare forma a nuove modalità di coinvolgimento e scoperta.

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